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febbraio, 2011:

L’autointervista

Su it.wiki, l’edizione in italiano di Wikipedia, nel 2004 sono successe un sacco di cose, alcune di queste strettamente legate alla neo comunità, parecchio vivace: si sono tenuti, ad esempio, il primo incontro e il primo meeting nazionale; inoltre aleggiava nell’aria una certa curiosità di capire chi fossero esattamente gli altri partecipanti a questo folle progetto.

Un wikipediano, Ettorre, voleva pubblicare una serie di articoli sul suo blog, raccontando Wikipedia e i suoi partecipanti e si aggirava per il progetto facendo domande; le sue domande e le risposte hanno trovato poi una collocazione in quella che è diventata una delle prime pagine comunitarie: l’autointervista.

(Ngiancecchiatwikicommons on Commons, CC-BY-SA 3.0)


Come hai conosciuto Wikipedia?

Ettorre: da una rivista che parlava di un’intervista a Richard Stallman.

Frieda: tramite una mailing list del Politecnico di Milano, che citava Wikipedia in un articolo sul Free Software.

MikyT: su una rivista ho trovato un articolo che parlava dei software wiki e suggeriva un paio di siti. Un link tira l’altro e (potenza di Internet) eccomi qui!

Rinina25: Durante una ricerca di un e-book su Internet assieme a Twice25

Twice25: Durante una ricerca di un e-book su Internet assieme a Rinina25

Snowdog: Quando sul sito dove gioco a scacchi è stato introdotto il sistema ELO, il webmaster, per spiegare come funzionava, ha messo un link al relativo articolo sulla wiki inglese.

Schopenhauer: Da un articolo che parlava di software libero. Prima la conoscevo da qualche risultato di google, ma mi sebrava un glossario informatico più che altro (forse per il carattere delle mie ricerce su google) e niente di più.

Gianluigi: anche io ho letto su una rivista un articolo sul wiki-web. Tra i link consigliati c’era proprio Wikipedia, e così eccomi qui!

Svante: non mi ricordo esattamente. Mi pare che stessi in un’aula di informatica dell’università in cui studio e di essere capitato su en.wiki tramite google. Probabilmente mi parve di avere a che fare con una comune enciclopedia, comunque rimasi favorevolmente impressionato perchè appuntai il link da qualche parte, forse su un dischetto o su un block notes. Qualche mese dopo facendo ordine sul PC mi imbattei in questo link, mi feci un’idea più chiara di wiki e scoprii la versione italiana. In quel periodo mi era nata l’idea di costruire un sito web del tipo http://www.webelements.com/. Avevo dunque iniziato a preparare un testo sull’azoto. Le due cose si conciliavano a meraviglia, è così scattatata la wiki-dipendenza.

Giomol: leggendo un articolo sulla documentazione “libera”.

Tomi: non ricordo bene, ma sulla mia pagina utente avevo scritto: Ho cominciato a contribuire al progetto nel novembre 2002, in seguito ad una segnalazione nelle rivista informatica italiana LinuxMagazine. Durante un mio studio sull’open source avevo letto di idee del genere, ma a suo tempo erano solo idee.

Renato: utilizzando Google, alla ricerca di alcune specie di uccelli, sono arrivato alla Wiki inglese, e da qui a quella italiana.

Piero: non lo ricordo bene, era comunque il 2002, e mi sono messo ad inserire delle pagine sulla storia della Magna Grecia su wikipedia inglese. Da pochissimo sono passato sulla versione italiana.

Francesco: su Google avevo letto qualcosa ed avevo visitato la versione inglese di wikipedia ma poi avevo dimenticato tutto. La settimana c’era un articolo di Franco Carlini sull’Espresso che parlava di wikipedia in italiano, l’ho visitato e poi ho scritto il primo stub su Barletta. Speriamo bene.

C-Zap: cercando in rete un’enciclopedia libera.

La fonte da cui è tratta l’autointervista è la seconda versione della pagina, del 22 marzo 2004

Tavola domenicale #6

Settimana breve quella che si è conclusa, con solo quattro storie.

(WMF, CC-BY-SA 3.0)


Hanno scritto per noi Agnul, Kiado, Gianfranco ed Elitre.

Se volete sapere cosa succederà dell’universo Wikimedia nei prossimi cinque anni (o almeno quello che ci aspettiamo noi!) vi consiglio di sfogliare lo Strategic Plan fresco di stampa e approfondire sul wiki dedicato.

La mia dimensione ideale è facilitare gli altri nello scrivere

L’anno prossimo spegnerò 30 candeline. Lo dico perché credo sia importante per questa storia: non sono infatti certa di poter essere considerata una nativa digitale, ad ogni modo non disponevo di un computer quando ho imparato a leggere e a scrivere.

(by Senpai, CC-BY-2.5-IT)


A 10 anni facevo le ricerche scolastiche sull’enciclopedia compatta che avevo a casa, ma eventi come la nascita del primo bambino concepito “in provetta”, l’elezione di Margaret Thatcher, la sconfitta del vaiolo o il primo lancio dello Shuttle, il mondo se li era messi alle spalle già prima che io nascessi. Per le nozioni più recenti bussavo alla porta dei miei vicini, che possedevano uno tra i compendi più prestigiosi editi in Italia e di cui acquistavano periodicamente gli aggiornamenti: questi ultimi, da soli, superavano abbondantemente per dimensioni l’intera opera in mostra nel mio salotto. Trascurando i compiti da fare, trascorrevo ore a sfogliare a caso quei volumi, che a malapena riuscivo a maneggiare da sola, rapita dalla vividezza delle immagini, dal profumo della carta patinata…

Anni dopo, nonostante il “digital divide” e la connessione a 56k con cui ho navigato fino a pochi mesi fa, ho avuto a mia completa disposizione un’enciclopedia ben più vasta: ero approdata qui.

Ricordo distintamente il mio primo edit, a fine 2004: scrissi ad un noto neo-amministratore per lamentarmi (conoscendomi, poteva essere diversamente?) della superficialità con cui era stato trattato un argomento di mio interesse, ricevendo una risposta classica ma che ancora oggi non è affatto scontata: be bold, vai e modifica. L’ho fatto, sebbene solo molti mesi dopo.

Scrivere mi piace, ma non su Wikipedia. Non so perché ma qualunque informazione io abbia inserito non è mai stata collegata a quello che ho imparato grazie ai miei studi o al mio lavoro, ma solo alle mie passioni. Qui ho scoperto subito che la mia dimensione ideale è piuttosto facilitare gli altri nello scrivere, correggere eventuali errori, segnalare problemi contenuti nelle pagine, ma soprattutto verificare che non vengano commessi copyviol, per cui la comunità mi ha concesso ben presto i tastini; intanto mi facevo le ossa su OTRS, e nel tempo mi sono sempre più interessata anche a diffondere e comunicare Wikipedia nel mondo, anche tramite WMI.

Il tutto non senza delusioni: le riconferme inutilmente tempestose, le prime minacce pseudolegali, gli attacchi dei media che sul nostro mondo non ne dicono una giusta nemmeno per sbaglio, le differenze di vedute che talora sembrano incolmabili. E come tanti ho provato ad allontanarmi almeno per un po’, sperimentando dopo pochi giorni gli inconfondibili sintomi dell’astinenza: le informazioni le cercavo comunque qui sopra, sbirciavo le discussioni e dovevo impormi di non cliccare su Modifica ogni volta che mi veniva automatico.

Se sono ancora qui, è perché quella fase non dura mai troppo; perché qui ho incontrato persone con cui nel tempo si sono instaurati bei legami di amicizia (nonché il mio ragazzo); e perché preferisco che gli studenti di oggi, e quelli di domani, abbiano accesso ovunque si trovino, piuttosto che a pesanti tomi polverosi, ad una risorsa davvero unica come è quella definita dai nostri 5 pilastri.

I miei buoni propositi per i prossimi dieci wiki-anni sono mantenere l’entusiasmo a livelli accettabili, ottimizzare il lavoro di “outreach” e fare ancora di più per il ns-0. Vi unite a me nello scegliere un giorno della settimana e rendere più costante l’appuntamento con l’edit? E buon anno del wiki-decennale a tutti!!!

Elitre

Postato originariamente qui.

Qualche nota sulla nascita di it.wiki

it.wiki, la versione in italiano di Wikipedia, nacque tecnicamente nel maggio del 2001, quando da www.wikipedia.com furono distaccati i sottodomini ed i database per alcune versioni in altre lingue, e nacque così it.wikipedia.com.

(By Gianfranco, CC-BY-SA)


Le prime pagine erano semplicemente una copia, ancora in lingua inglese, delle pagine già esistenti su Wikipedia. Solo nel giugno 2001, forse l’11, si cominciò a “personalizzare” un poco le pagine operando minime modifiche sugli script.

Una delle prime pagine editate fu quella che sollecitava ad aiutare Nupedia con traduzioni. Al tempo, infatti, coesisteva con Wikipedia il progetto Nupedia, che anzi era considerato forse con maggiore attenzione. Gli altri primi articoli furono dedicati a Dante, al Petrarca, al Manzoni, ad altri scrittori ed a temi un po’ random, come un simpatico trattatello sul Didgeridoo. Per lungo tempo la lista degli articoli restò curiosamente ferma ad una ventina di titoli, senza che se ne aggiungessero di nuovi, ma con qualche sparso edit su questi.

Il primo utente registrato di it.wiki dovrebbe essere stato Giammy, poco dopo seguito da Massimogrieco. Gianfranco iniziò a contribuire senza loggarsi, registrandosi solo molte settimane dopo. Il gruppo degli utenti, per diverso tempo, non raggiungeva la decina e c’era qualche occasionale edit da utenti di passaggio. Il progetto principale restava la Wikipedia in inglese, ancora tutto sommato in fase di lancio, ma già ricca di discussioni, approfondimenti e proposte.

Le versioni nelle diverse lingue nacquero con lo spirito di sviluppare autonomamente contenuti enciclopedici, nel quadro del progetto generale. Nonostante l’apparenza, per molti e molti e molti punti ed argomenti non fu agevole pervenire alla definizione di quanto dovesse rigorosamente attenersi al dettato del progetto principale e quanto invece potesse essere reso e sviluppato in forme autonome: in pratica, si doveva operare per meramente tradurre gli articoli inglesi, nelle loro forme e nei loro stili, o si poteva darne stesura libera? Si decise, come evidente, per quest’ultima soluzione: it.wiki sarebbe stata un’enciclopedia italiana, inserita all’interno del progetto generale Wikipedia col quale condivideva il canone del NPOV e il requisito del consenso.

Il primo problema nello sviluppo di it.wiki (il nomignolo è nato subito) fu la creazione dell’ossatura del progetto italiano, con lunghissime (e spesso noiose, a dirla chiara…) traduzioni delle pagine di servizio.

Era infatti necessario dettagliare (conoscendo i nostri polli…) le precise caratteristiche di questo prezioso strumento, affinché non si incoraggiassero “deviazioni”. La traduzione dei concetti e l’esigenza di renderli compatibili con le differenze di mentalità richiese un impegno inizialmente totalizzante: non venivano creati nuovi articoli a parte quelli di servizio, avendosi purtroppo anche lo spiacevole effetto collaterale di scoraggiare qualche potenziale contributore, che poteva credere si trattasse di qualcosa di diverso.

Il problema “culturale” fu l’interpretazione in chiave di leggibilità italiana di alcune tematiche disponibili in formulazioni marcatamente anglosassoni, cosa che fisiologicamente porta talvolta a discutere di come un concetto debba esser reso, con risultati naturalmente differenti a seconda dei gruppi culturali di riferimento. Problema generale, costante, ma da svolgere in questo caso per le precise finalità di questo strumento, cioè in ottica italiana. Ad esser sinceri, non si sviluppò un vero studio epistemologico, ma più rudimentalmente si decise di far nascere it.wiki in quella forma che potesse:

  1. coinvolgere il maggior numero possibile di potenziali contributori
  2. consentire loro di sviluppare tematiche enciclopediche in forme culturalmente consuete (non avvertibili, cioè, come distanti, magari perché visibilmente non “classiche”), in modo da semplificare l’approccio
  3. restare in prossimità dei riferimenti e degli usi delle comunità scientifiche di mentalità italiana, perché il progetto italiano ha l’intento di inserirsi in questo ambito e perciò rendere compatibili le modalità di lavoro e l’innovatività del progetto alle consolidate “usanze” del mondo culturale italiano, sia per quanto riguarda lo strumento del web (con la sua velocità), sia per quanto riguarda il diverso percorso costruttivo delle informazioni
  4. creare una struttura, con sufficiente supporto tecnico (pagine di aiuto e di registrazione delle regole) ed un minimo di contenuto, sulla quale potesse innestarsi la scrittura dei contributori.

Questi concetti erano stati sviluppati nel progetto inglese e riflettevano indicazioni per qualche aspetto responsabilizzanti. Si tenne comunque presente che, per le regole e la natura stessa di Wikipedia, il tempo avrebbe provveduto ad aggiustare il tiro grazie ai contributi degli utenti, pertanto sovvenne una riflessione certamente incoraggiante: si trattava di dare un impulso iniziale, il resto sarebbe seguito da sé.

Il resto seguì presto, con l’arrivo dei Wikipediani storici (che per la maggior parte sono ancora in circolazione). Avrebbero subito cominciato a scrivere di tutto, entrando nello spirito di Wikipedia e nella confidenza con lo strumento molto più velocemente, in media, di quanto non accadesse per i nuovi utenti del progetto inglese. Con interesse, freschezza, voglia di costruire qualcosa di comune e di proprio da destinare alla crescita del Progetto e della Grande Rete, o da serbare per intima soddisfazione personale.

Anche se si tratta di un’opera collettiva, un nome va fatto. L’utente al quale si deve il maggior sviluppo delle basi del progetto italiano fu (ed è) Tomi, che portò nell’allora piccola it.wiki entusiasmo e stimolo, oltre a molte idee che hanno dato al progetto italiano la struttura che tuttora usa. Un solo nome per identificare tutti quelli che dentro it.wiki hanno fatto qualcosa di significativo o di importante e che per comodità sono stati raccolti in un rigorosamente selezionato elenco degli utenti più importanti (dal quale mancano i preziosissimi contributori anonimi).

Gianfranco

Ode alla tricotillomania

La mia primissima esperienza con l’enciclopedia che ci piace tanto è stata la creazione, nel 2005, da utente anonimo, di una micro-voce riguardante il mio lavoro: la localizzazione. Qualche minuto dopo, la micro-voce aveva dei banner in cima alla pagina che invitavano ad ampliarla, aiutarla… insomma, era vero: anche io potevo scrivere un’enciclopedia!

(By Senpai, CC-BY-SA-2.5)


La mia secondissima esperienza è stata la creazione di un’altra voce… ehm… beh, diciamo che ho giocato un po’, facendo ciò che in seguito avrei chiamato un vandalismo… insomma alla voce Tricotillomania (allora inesistente) ho scritto:

La tricotillomania è una cosa che non so spiegare, perché sono intento a titillarmi i ciuffi di capelli.

Volevo capire che futuro avrebbe avuto una voce simile. La voce venne eliminata da un amministratore (e che amministratore!) nel giro di pochi minuti. Ovviamente e fortunatamente.

Decisi di registrarmi, non che fosse o che sia necessario, e di partecipare in modo serio, ma mai troppo serioso, al progetto. Ho cominciato a dare una mano con tutti quei compiti “di servizio” e un po’ noiosi, ma tanto necessari sia per chi scrive, che per chi legge le voci dell’enciclopedia. Mi sono occupato di immagini, di violazioni di copyright, di lotta ai vandalismi, di template, ho partecipato a un paio di progetti di coordinamento per la stesura di voci trattanti lo stesso argomento. Ho riversato nell’enciclopedia le mie passioni: su tutte, quella per il commissario Maigret. Sono stato io stesso amministratore, cancellando tantissime voci simili alla “mia” tricotillomania. Ho partecipato a un po’ di wikiraduni, conoscendo “de visu” chi, come me, più di me, collaborava a quello che per me è tuttora il più brillante progetto mai partorito dall’umanità. Oggi sono un utente meno assiduo, ma sempre vicino a Wikpedia, ai progetti della Wikimedia Foundation, a Wikimedia Italia.

Ah, poi “Tricotillomania” l’ho riscritta per bene. E anche “Localizzazione“, l’ho ampliata.
Ora sono voci anche tue, trattale a modino.
E buon compleanno, Wikipedia!

kiado

L’invasione dei bookcrosser

Io nel 2004 ancora non sapevo cosa fosse Wikipedia. Google sì, e da un pezzo mi ci mandava in continuazione.

(By M/, GFDL)
Immortalato, ovviamente, ad un raduno!


Poi quell’autunno Matteo ha raccontato a un manipolo di curiosi bookcrosser cosa fosse Wikipedia e ha svelato l’esistenza della versione italiana.
Quei bookcrosser hanno invaso wikipedia, alcuni si sono fatti un mazzo tanto, alcuni ci hanno messo la firma.

Io ho sbirciato le istruzioni, ho scarabocchiato qualche pagina, mi sono infiltrato a cene e raduni,
ho cercato di imporre un wiki ai colleghi… ho trovato qualcos’altro che luccicava e sono scomparso.

Wikipedia compie dieci anni, mi sono perso gran parte del divertimento, ma oggi Google ce lo mando io, almeno un paio di volte al giorno.

Angelo

Tavola domenicale #5

La settimana appena passata è stata terribilmente francofila: per quattro giorni abbiamo dato spazio all’esperienza dei wikipediani oltralpe, poi abbiamo chiuso in bellezza venerdì con Lele Rozza che ci racconta di come lui non abbia mai scritto nulla su Wikipedia, ma sia un felice fruitore.

(By Copyleft on Wikimedia Commons, CC-BY-SA 3.0)
Adrienne Alix, presidente di Wikimedia France


I contenuti “speciali” che vi segnaliamo questa settimana sono due: Wikiroll e The Missing Wikipedians.

Wikiroll è un sito che mostra giorno per giorno gli articoli più richiesti di una ventina di edizioni di Wikipedia, tra cui quella in italiano. Ad esempio la voce più consultata dell’ultima settimana è stata quella dedicata a Constantin Brâncuşi, di cui Google ricorda ieri il 135 anniversario della nascita.

The Missing Wikipedians è un saggio segnalato da Heather Ford sul suo blog, che punta il dito sulle difficoltà per i nuovi utenti e per coloro che scrivono di argomenti non proprio main stream a collaborare all’edizione inglese di Wikipedia.

Io su wikipedia non c’ho mai scritto niente

Appunto.
Ho sempre pensato che c’ho il sapere enciclopedico, che è un modo grazioso per dire che non ne so abbastanza di niente per scrivere una voce.
Qualcuno dice cialtrone, ma insomma, si sa, ciascuno c’ha gli amici che si meritano.

(By Lyonora, CC-BY-SA 3.0)
La festa a Milano per i dieci anni di Wikipedia


Però delle cose da dire su Wikipedia ce le ho.
E la prima riguarda una frase detta da una persona che stimo alla festa dei 10 anni, a Milano. Che io alle feste, di sera, a Milano poi, ci vado difficilmente, ma quella sera, chissà com’è mi è venuto di andarci. E la persona che stimo, commentando la festa che era gradevole mi ha detto che secondo lui, per il servizio che fa Wikipedia, dovevano esserci le autorità, tipo il sindaco, e invece ovviamente niente. Ecco, secondo me aveva un sacco ragione, ed in effetti è un vero peccato che il sindaco non c’era, ma va be’, fa niente.
E poi volevo dire un’altra cosa, che poi smetto.
Io ho due figli, uno che fa le elementari e l’altro le medie. E mannaggia alla scuola dell’obbligo, le insegnanti non hanno ancora smesso di commissionare le ricerche. Le ricerche, quelle che quando facevo la scuola io c’era da prendere l’enciclopedia e copiare pagine e pagine, e qualche furbone le enciclopedie le ritagliava pure, e si pigliava gli accidenti della famiglia (ma faceva un figurone a scuola con la cartina del Nicaragua, ritagliata, appunto dall’enciclopedia).
Che nemmeno le fotocopie si facevano quando io ero alle elementari, che la fotocopiatrice è arrivata dopo.
I miei figli dicevo, ecco i miei figli mi chiedono di fare insieme la ricerca, ‘su internet’ dicono. E allora ci mettiamo lì e cerchiamo le cose, e non mi stanco mai di vedere la loro faccia stupita quando prima si trova subito quello che serve (con le foto) ma soprattutto si possono prendere i pezzi, quelli che servono (che la ricerca non deve essere troppo lunga che bisogna anche studiarla), e poi si può stampare tutto e che si risolve un problema in fretta.
Beh, prima mi chiedevano di andare ‘su internet’, ma dopo un po’ la fonte migliore, quella più completa, quella più precisa, era sempre Wikipedia. Che anche se è una enciclopedia per i grandi e fatta dai grandi, molto spesso ha quella lingua giusta che va bene persino per i ragazzi delle elementari.
Be’ insomma, è un po’ che i miei figli mi chiedono di andare direttamente ‘su Wikipedia’ che troviamo subito le cose che servono e si sistema tutto a modino.
E allora insomma, io su Wikipedia non ho mai scritto niente ma sono proprio contento che c’è, perché è un bel pezzo di sapere che è lì, disponibile, che con il sapere disponibile ci si fanno sempre un sacco di cose, e tutte belle.

Lele

Un software libero deve aprirsi verso il mondo esterno

Concludiamo oggi la pubblicazione dell’intervista ai wikipediani “storici” francesi, le cui puntate precedenti sono 1, 2 e 3.


Il movimento Wikimedia è cresciuto molto e possiamo dire che sta istituzionalizzandosi, ossia dialoga sempre più con le istituzioni culturali. Pensi che questo sia una buona cosa?

(CC-BY-SA 2.0 France, by Rama)
Anthere dice: 'ho partecipato in quasi ogni modo immaginabile, mi manca solo fare lo sviluppatore e il membro dell'arbcom!'


Forse sono naif o non ho abbastanza fantasia, ma non vedo come un passo in una direzione che fa progredire in quantità, in qualità e accessibilità i vari progetti Wikimedia possa non essere una buona cosa! Quello che invece mi rattrista un po’ è che le istituzioni non si siano direttamente proposte loro; tante opere avrebbero potuto essere messe a disposizione sotto licenze libere o pubblico dominio da molto tempo […] quello che mi preoccupa di più, invece, è quello che viene dall’interno, ad esempio questa proliferazione di admin, di presidenti etc.. certamente necessaria, ma c’è da fare davvero attenzione a non creare spaccature, élite o caste nei nostri progetti. (Rinaldum)

Il dialogo con le istituzioni o attori culturali è certamente una buona cosa, sì. Wikimedia ha un certo peso, un impatto incontestabile e utilizzarlo per aiutare a “liberare” del contenuto e renderlo accessibile entra esattamente nel quadro dei differenti progetti dell’organizzazione. (Ryo)

Questo mi sembra normale; anzi, necessario. Un software libero deve aprirsi verso il mondo esterno, ne ha bisogno: fa parte della sua forza. Tutto il mondo ne guadagna. (Bobby)

Il progetto si è sviluppato talmente bene che è diventato una istituzione con tutti gli aspetti negativi che questo comporta. Penso che sia ineluttabile, una sorta di prezzo del successo. La sola cosa da fare, penso, è assicurarsi che non ci siano derive sui principi: la libertà del contenuto (in termini di licenza e di natura), la libertà di edizione, neutralità, gratuità e assenza di pubblicità. (Kelson)

<politicamente corretto>sì</politicamente>. Seriamente, in qualità di parte del direttivo di Wikimedia France, non rispondo diversamente altrimenti la presidente mi bacchetta sulle dita. (Anthere)

Qualche parola per concludere..

Kelson: vi auguro una buona sintesi e sono ansioso di leggere i commenti degli altri dinosauri.
Poulpy: Una sola cosa: buon compleanno, Wikipedia.
Hashar: Per concludere: BE BOLD!
Lionel : Quello che penso è che per il futuro sia importante che il progetto resti fatto da esseri umani. Perché il rischio è di vedere Wikipedia, la fondazione, ecc. come un semplice repository di conoscenza morta. Invece questa conoscenza è in continua evoluzione. Dobbiamo quindi occuparci di questo, curarlo per sempre. Mi sembra importante che Jimmy Wales per la fondazione, Adrienne Alix per Wikimedia France, Florence Devouard come anziana presidente e altri, rimangano identificabli come dei portavoci della questa avventura.
Aoineko: Per finire, il mio piccolo pensiero va a due contributori scomparsi, che sarebbero sicuramente felici di vedere ciò che abbiamo fatto di Wikipedia. Pace a Nataraja e Treanna.
Anthere: Hmmm. Ora ho 42 anni. 9 anni di partecipazione a Wikipedia. E ho già avuto ampie opportunità di raccontare le mie opinioni su Wikipedia. Più di chiunque altro, forse? Come ho detto qualche volta ho partecipato in quasi ogni modo immaginabile. Tranne sviluppatore e membro dell’arbcom. Sono felice di continuare ad aiutare oggi facendo parte di Wikimedia France. Non so che cosa ne verrà. Staremo a vedere. Per ora c’è ancora la passione :)

Fonte; traduzione a cura di JR & Otourly; i wikipediani citati sono i seguenti: Aoineko, Anthere, Ryo, Poulpy, Bobby, Kelson, Hashar, Lionel, Rinaldum.

L’ossessione dell’enciclopedia perfetta

Proseguiamo con la pubblicazione dell’intervista ai wikipediani “storici” francesi, le cui puntate precedenti sono 1 e 2.


Continui a contribuire oggi, lo fai come prima? Che cosa è cambiato e cosa no?

(AnimalWorld, Licence Art Libre)
ARKive, Images of Life on Earth


All’inizio, ho spesso scritto lunghe pagine su soggetti molto specialistici, che avevo per lo più scritto per altri motivi. […] Lo stile era molto diverso da quello delle pagine attuali, molto più personale, e queste pagine oggi non potrebbero più essere accettate tali e quali. (Polletfa)

Quando ero un wikipediano giovane, avevo questa idea incredibile di poter scrivere pagine complete su argomenti specifici. Mi sono finalmente arreso all’evidenza: sono un tecnico e come tale poco adatto a scrivere lunghe frasi. Ho anche meno tempo, per cui sono passato al “casual editing”: qualche contributo così di passaggio. Una sola cosa rimane: mi diverto a farlo. (Poulpy)

Continuo a contribuire come prima, discretamente, qui e là completando o correggendo gli errori che incontro. (Bobby)

Ci ho messo molto tempo prima di creare la mia prima pagina utente, avevo allora un’idea molto XIX secolo di quel che doveva essere un’enciclopedia: alla Diderot e D’Alembert. (Julien)

Col tempo, e al crescere del numero e della qualità delle pagine, le mie conoscenze sono diventate troppo limitate per poter pretendere di apportare un contenuto di qualità in qualche ambito esistente. Mi sono dunque dolcemente ritirato. Ma non ho del tutto abbandonato questa favolosa comunità. […] Per me, niente è cambiato. Lo spirito rimane lo stesso, la comunità è sempre cordiale, calorosa, che sia su Wikipedia, Wikimedia o Wikisource. C’è sempre la volontà di fare una piccola correzione in una pagina e vedere che qualche secondo più tardi, qualcun altro arriva e migliora ancora quel che hai fatto… Questo sentimento di “aiuto reciproco benevolo” è davvero favoloso! (Buzz)

Come vedi Wikipedia oggi? Pensi che il progetto sia riuscito a conservare i suoi obiettivi iniziali? O come ha deviato?

Wikipedia – per me – ha quasi perfettamente seguito l’impulso iniziale e in alcuni casi ha fatto anche meglio del previsto. Il suo (i suoi?) fondatore aveva le idee chiare dal principio, mi sembra che tutto funzioni grosso modo con le stesse regole e la comunità ha giocato il suo ruolo impedendo le derive. (Rinaldum)

La vita wikipediana è molto più difficile adesso che precedentemente. Al principio il software era facile ed essenziale e tutte le cose importanti potevano essere raccolte su una sola pagina. Poi, il software è diventato quasi incomprensibile e scoraggia la gente a fare modifiche. Molte persone oggi sono ossessionate dall’idea di avere un’enciclopedia perfetta. (Eclecticology)

Penso che il progetto sia rimasto bene nel suo tracciato e mantenga davvero le sue promesse, anche se non è ancora stato completato (e non sono sicuro sia possibile). […] oggi, però Wikipedia non è più così rivoluzionaria; altri progetti, come Open Street Map o tutti quelli che tornano attorno dell’open data sono al fronte della battaglia per la cultura libera. (Kelson)

Penso che Wikipedia abbia progredito su molti punti: quantità di pagine, numero di pagine di qualità, numero di contributori di qualità. Siamo riusciti a portare alcune cose ad un certo livello, ma rimane ancora molto da fare (molte pagine sono ancora abbozzi, non neutrali o non wikificate). Alcuni utenti che avevano portato buoni contributi hanno lasciato Wikipedia con sentimenti amari. Penso che quello sia un fallimento. La sintassi wiki, le regole da rispettare, le pagine speciali, ecc. sono diventate più complesse. Non so se possiamo semplificarle un po’. (Youssefsan)

Anche se trovo che Wikipedia sia cresciuta bene e che tutti i suoi partecipanti possono essere fieri di ciò che è diventata, mi rammarico tuttavia che alcuni cambiamenti hanno portato Wikipedia lontano dalla visione iniziale che ne avevo. A parte l’abbandono della ricerca del consenso (come ho già detto in precedenza) a favore del parere della maggioranza, mi spiace ci sia stato anche una riduzione dei campi del sapere coperti (Aoineko)

Penso che abbia superato i suoi obiettivi principali per due ragioni. La prima è che oggi, quando delle persone discutono tra loro e non sono d’accordo, presto o tardi, uno dei partecipanti per chiudere i dibattiti propone di andare vedere su Wikipedia: questa enciclopedia è dunque diventata un punto di riferimento per la cultura! Poi ha superato il suo involucro d’enciclopedia e ha saputo esportare il suo modello verso altri progetti, interni a Wikimedia (come Wikibooks, …) o esterni (www.openstreetmap.org). (Bobby)

A mio avviso non ci sono mai stati davvero degli obiettivi iniziali eccetto una vaga nozione d’enciclopedia. Penso che Wikipedia ha decisamente contribuito a mostrare le frontiere del modello classico d’enciclopedia e a espanderle. Invece non ha mai deviato su quello che conta: l’apertura a tutto il mondo, l’assenza di pubblicità, la trasparenza. (Poulpy)

Un po’. Ci sono un sacco di articoli interessanti. Partecipare attivamente è una scuola esigente ma valorizzante. Il valore della partecipazione è forse più nell’apprendistato che nella produzione. Ovviamente ci sono elementi che mi fanno riflettere, ma nel complesso è normale. […] Nessuna deviazione dalla linea editoriale, ma il successo ha un prezzo. (Julien)

Wikipedia sta meravigliosamente. Qualunque cosa dicano i suoi detrattori, credo che sia un progetto importante per l’umanità. Sembra un po’ pomposo ma penso che sia la parola giusta: mai, nella storia dell’umanità, si era riusciti a riunire delle persone in tutto il mondo per condividere volontariamente il sapere. Non siamo mai stati in grado prima di raccogliere una tale ricchezza di conoscenze in così breve tempo e in così tanti… gratuitamente. (Buzz)

Il progetto è sicuramente un successo, anche se ne scartassi il 99% ossia quel che considero di cattiva qualità! Non so com’è attualmente, non partecipando più, ma alcuni anni fa a volte mi sembrava di avvertire una deriva verso la costruzione non di un’enciclopedia ma un sistema di regole vincolanti, a tutti i livelli, come una vera e propria gerarchia. Ciò ha sicuramente contribuito alla mia decisione di prendere le distanze dal progetto. (Ryo)

È un bel successo per gli utenti occidentali. Quello che è spiacevole è che non abbiamo ancora potuto diffondere tutto questo sapere nei paesi a forti potenziali. I progetti della fondazione per il 2011 (India) dovranno insistere su questo punto. (Hashar)

No, penso che sia cresciuto molto bene, grazie a una comunità attiva e il fatto che il sito sia amministrato da una fondazione. Il problema principale oggi mi sembra il numero enorme di dati importanti che rendono sempre più difficile seguire ciò che si fa. (Lionel)

Fonte; traduzione a cura di JR & Otourly; i wikipediani citati sono i seguenti:

Aoineko, Ryo, Buzz, Julien, Poulpy, Polletfa, Bobby, Kelson, Hashar, Rinaldum, Lionel, Eclecticology, Youssefsan.